Cosa devi sapere di me…

Hai mai scattato una foto ?

Fare una foto è semplice, vero ? basta guardare, inquadrare bene e…CLICK !

Se fosse davvero tanto semplice allora non avremmo bisogno di rivolgerci a dei fotografi ma farci fare le foto da amici e parenti.

Invece no, anche fotografare è un’arte, e che arte !

Anni di studio, di sbagli, di errori e di scoperte prima di avere le carte in regola.

Non sono convinta che sia davvero così, sai ? Ora ti spiego meglio.

Il mercato della fotografia , complice involontaria la tecnologia, è ormai saturo  e si corre il rischio di cadere tra le … mani sbagliate, in tutti i sensi.

Posso affermare con immenso dispiacere che ormai i veri fotografi hanno preso il largo verso la più ovvia banalità: assoldano scagnozzi senza arte né parte e talvolta ritardano, mentono e sono troppo abitudinari.

Cosa voglio dire ? Che manca qualcosa di davvero artistico e manca il rapporto coi clienti, quello che lascia soddisfatti gli sposi, per esempio.

Una coppia di sposi che lascia un commento sui fotografi lamentandosi che stavano troppo tempo seduti ai tavoli a mangiare e bere , o che fotografano le ragazzine ? Può rendere giustizia ad una professione ed un’arte simile ??

Un fotografo che non ti risponde,che non accontenta un tuo desiderio o che manda altre persone al suo posto nel giorno che per te è il più importante di tutti,  rischia di rovinare il settore e questo non deve succedere.

Una tra queste tristi verità me la raccontò una coppia che poi ebbi la fortuna di fotografare… in modo molto, molto originale.

Tristi e delusi per la fregatura del servizio fotografico matrimoniale pagato profumatamente mi avevano chiesto un appuntamento per sapere se ci fosse la possibilità di rimediare.

La prima cosa che mi dissero fu :” stiamo partendo in viaggio di nozze un po’ giù di morale, noi ci siamo fidati ma abbiamo preso una fregatura coi fiocchi”.

Subito pensai  di far loro delle foto gratis per rimediare e per farmi un po’ di pubblicità visto che avrei voluto iniziare a fare la fotografa di viaggi di nozze come lavoro ma anche perché la nostra categoria non può cadere così in basso.

Era comunque un momento in cui iniziare e ne approfittai senza pensarci troppo:

“Vengo con voi !” Da dove uscirono quelle parole ancora me lo chiedo, ero diventata una ventriloqua o le avevo dette davvero ?

Due giorni dopo ci incontrammo all’aeroporto e cominciai a scattare loro le foto prima di imbarcarci, poi a bordo,appena scesi e ancora in metropolitana, in hotel e così via…

in Quattro giorni 566 fotografie ! ero diventata matta, quelle foto gliele avrei regalate dopo aver pagato il mio viaggio di andata e ritorno , l’hotel e tutto il resto.

 Rientrai da sola lasciandoli ad altri dieci giorni di luna di miele da godersi.

In effetti quella esperienza era stata davvero originale per tutti e tre ma fu così che iniziai realmente a diventare una fotografa !

Sinceramente pensavo si trattasse solo di una pazzia mia e un po’ anche loro, ma quando ritornarono e vedemmo insieme le foto capii che avevo davvero inventato un nuovo modo di ricordare le nozze. Le foto in viaggio di solito sono confuse, poche, sfuocate, con un dito davanti…

Oggi , dopo la grande delusione, avevano più di 500 foto davvero belle: avevano messo una FOTOGRAFA IN VALIGIA  per dimenticare gli orrori delle foto del  loro matrimonio.

Passarono cinque anni e ogni tanto riuscivo a fare di nuovo qualche servizio fotografico a coppie che si sposavano; foto tradizionali, quelle  a casa, poi in chiesa, ricevimento, torta…

insomma, le solite foto che bene o male riuscivano a farmi pagare l’affitto di casa,le bollette e farmi evitare di chiedere aiuto a chi non volevo.

Certo potevo lanciarmi e rischiare andando a fare foto nelle navi da crociera o qualcosa del genere, ma avrei messo a rischio quello che avevo e che mi faceva campare e non volevo privarmene.

Si, quella fantastica esperienza delle foto in viaggio era stata davvero indimenticabile, seppur gratis, ma la vedevo come una cosa capitata per puro caso e poi non sapevo nemmeno come fare e da dove iniziare per farla altre volte.

Settembre stava per salutarci ed io avevo appena ricevuto un avviso dal mio padrone di casa , mi dava tre mesi di tempo per lasciare la casa che aveva appena venduto ed alla quale doveva fare dei lavori.

Tre mesi ?? E dove la trovo un’altra casa a questo prezzo ? e se non la trovo ?

Tra l’altro la caparra nemmeno mi sarebbe bastata per bloccarne un’altra simile.

Questa notizia non ci voleva, non ora che stavo pure lavorando di meno e finendo i pochi risparmi.

Fare un pasto al giorno, oltre la scarsa colazione che potevo permettermi, non poteva diventare realtà.

E invece fui costretta a mangiare una volta al giorno, di solito alle 17 ed eliminare tutto quello che non era necessario , dovevo evitare di spendere ed accettare questa situazione senza arte né parte.

Da sola,  a pochi giorni dallo “sfratto”, cercavo di capire dove avessi sbagliato e se davvero la mia vita a 26 anni poteva e doveva diventare tanto umiliante.

L’unico lavoro che sapevo fare era fare le foto,e comunque era quasi impossibile trovarne un altro. Troppo orgogliosa per chiedere aiuto ad altri mi rinchiusi in casa per gli ultimi 12 giorni.

Sveglia dalle 4 del mattino non riuscivo più a prendere sonno, il soffitto non dava suggerimenti,neppure la finestra  e ancora meno  la mia vecchia macchina fotografica.

Anzi…

Mi alzai,presi un bel respiro e guardai la mia vecchia Comet S , la fissavo sempre di più quasi fosse una lampada magica da strofinare per risolvere i miei problemi.

Non la strofinai.

La portai però con me quando l’orologio della chiesa di fronte mi ricordava che tra 10 minuti apriva l’agenzia di viaggio nella via di fronte.

Magari non sarebbe successo di nuovo ma ci provai, e dopo quell’agenzia un’altra e un’altra ancora.

Non sazia cominciai a mandare richieste anche on – line ad altre agenzie di viaggi.

Era una sorta di “ALL IN” ad un’ultima mano di poker, dovevo incrociare le dita e sperare, altrimenti sarei davvero caduta di nuovo in depressione.

11 agenzie su 12 mi risposero !

Non potevo crederci, tutte erano curiose di capire e di sentire dalla mia voce cosa significasse offrire un servizio di “FOTOGRAFA IN VALIGIA”.

A quanto pare ero l’unica a farlo, ed aveva suscitato stupore e curiosità visto che a breve dovetti comprare un’agenda per segnarmi tutte le richieste.

Le solite foto, quelle che vediamo sempre avevano appiattito i ricordi, ora la mia idea stava rendendo giustizia alle coppie che potevano finalmente avere anche le foto durante la luna di miele; poi si sa, il passaparola, la gelosia, la voglia di avere quello che hanno gli altri, diventa un’arma  potentissima  . Io dovevo solo lavorare senza sosta e ringraziare.

I commenti negativi, le false testimonianze per screditarmi non tardarono.

I miei servizi in viaggio avevano suscitato una sommossa incredibile e questo aveva generato non poca invidia da parte dei fotografi tradizionali…

Ma cosa avevo fatto di male? non ho mica imbrogliato, rubato o copiato qualcosa a qualcuno, semmai avevo ravvivato il mercato delle foto con qualcosa di davvero NUOVO.

Non furono solo commenti e false testimonianze a turbarmi, arrivarono minacce .

Qualcuno non sopportava il mio modo di lavorare preciso e puntuale, non andava giù che una ragazza potesse avere tanto successo, ed infatti accadde l’impensabile.

Il mio blog di FOTOGRAFA IN VALIGIA fu hackerato e mi furono rubati i codici d’ accesso, e non solo, le foto sparirono  e cono loro le tante testimonianze di stima.

In un attimo mi crollò di nuovo il mondo davanti agli occhi.

Dopo lo “sfratto” stavo di nuovo vivendo una depressione senza fine.

Chi aveva potuto fare una cosa simile ?

Perché ?

Perché proprio a me ?

Smisi di lavorare e promisi a me stessa che con le foto avevo finito per sempre, mi sarei trovata un lavoro con uno stipendio minimo anche dall’altra parte del mondo.

Basta foto.

Non ero riuscita a proteggere la cosa per me più importante, il mio blog, il mio lavoro, le mie tante ore sudate al lavoro erano sparite.

Tutto era sparito.

Avrei fatto bene a seguire il consiglio di Kevin che mi diceva sempre di salvare tutto quello che c’era dentro il blog ma lui scherza sempre e non capivo mai se lo diceva per consigliarmi o spaventarmi.

Credimi , ho pensato anche qualcosa di brutto durante quei mesi e prendevo farmaci per dormire.

Odiavo tutti, volevo solo prendermi a sberle in eterno per non aver fatto niente di buono per evitare che l’odio di qualcuno finisse per distruggermi.

Chi era stato ? Volevo saperlo , dovevo saperlo e mi decisi a fare qualcosa  e così ,senza nessuna paura, andai alla polizia postale, spiegai tutto e feci la mia denuncia.

Pazienza se poi qualcuno veniva a spaccarmi la macchina, volevo arrivare fino in fondo  e riprendere tutto il materiale, riprendermi il blog e con lui la mia vita !

Non so se hai mai fatto una denuncia, devi aspettare giorni, settimane, senza avere una minima notizia , una speranza, una novità.

Bloccata, inerme, senza forze, passavo le giornate a pensare quale lavoro cercare,quale vita avere e come uscire da queste sabbie mobili terribilmente fastidiose.

Quando aspetti una telefonata , per di più dalla polizia, non sai mai se sperare di riceverla o no.

Avevo terrore,fastidio e un po’ di rabbia, lo ammetto , avevo sentore di fallimento personale.

“PRONTO ? SI, SONO IO !….”

Quattordici settimane dopo la mia denuncia arrivò finalmente una comunicazione da parte della polizia: erano risaliti ai responsabili del furto e dell’hackeraggio del mio blog !

Mio DIO !!!

Beccati !

Chiamata in caserma ho dovuto firmare una montagna di carte e riconoscere tutti i dati del mio Blog, le foto e tanto altro.

L’apnea era finita.

Niente branchie, niente bombole, stavo risalendo da sola verso la superficie, verso l’aria pura e fresca: stavo nascendo un’altra volta.

FOTOGRAFA IN VALIGIA è salva e può continuare a far felici tante coppie, io posso finalmente riempire di nuovo la mia agenda e farla esplodere di appuntamenti.

Fare una foto è facile,forse, e rischiare di non farne più è stato un’incubo che servirà per non fare più certi errori.

 Febbraio 2018, ad oggi sono già 17 bandierine nel mio poster del mondo , con una richiesta ed un prossimo, fantastico, viaggio addirittura ad Hong Kong!

Maggio   2018, ho dovuto cercare un collaboratore perché gli appuntamenti diventano davvero tantissimi …